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La gestione delle lettere d’intento 2016

Già dal periodo di imposta 2015 sono cambiate le regole per gli esportatori
abituali che intendono acquistare beni o servizi senza dovere corrispondere
l’Iva al proprio fornitore:

1) la dichiarazione di intento viene generata con apposito software
e spedita telematicamente dall’esportatore abituale (quindi colui che
intende acquistare beni e servizi senza applicazione dell’Iva, in quanto
munito di plafond) all’Agenzia delle entrate;

2) l’Agenzia delle entrate trasmette apposita ricevuta
all’esportatore abituale;

3) l’esportatore abituale invia al proprio fornitore la lettera di
intento unitamente alla ricevuta dell’Agenzia delle entrate;

4) il fornitore verifica su apposita piattaforma del sito delle
entrate la correttezza della lettera di intento e provvede ad effettuare la
fornitura del bene o la prestazione di servizio non applicando l’Iva ai
sensi dell’articolo 8, comma 1, lettera c), D.P.R. 633/1972.

L’emissione della lettera di intento

Diversamente dal passato (fino al 31 dicembre 2014), non si rende più
necessaria la formalizzazione cartacea della lettera di intento. Infatti, la
procedura predisposta dall’Agenzia delle entrate (ed, ovviamente, le utility
delle varie case di software) genera direttamente il file telematico da
spedire all’Agenzia e da stampare per il proprio fornitore.

In particolare, a seguire si analizza la struttura del documento,
suddividendolo in “ideali” sezioni autonome, chiarendo il tutto con un
esempio di compilazione, riferito alla ipotetica società Alfa Srl,
esportatore abituale nel periodo di imposta 2015 (circostanza verificata con
le risultanze delle operazioni già poste in essere).

pdf icon Circolare-03-16-Gestione-Lettere-Intento.pdf